Manuale del Coltivatore

CBD negli umani e negli animali: quello che dice la scienza

Lascia che l'IA spieghi questa pagina

Flacone di olio CBD su sfondo naturale con foglia di cannabis, luce naturale calda

Il CBD, o cannabidiolo, è una delle molecole più studiate degli ultimi anni. Se ne parla ovunque: nelle farmacie, nei negozi specializzati, nelle riviste di benessere e sempre più spesso anche nei consultori veterinari. Eppure tra entusiasmi esagerati e scetticismi eccessivi, capire cosa dice davvero la scienza sul CBD non è sempre semplice.

In questo articolo raccogliamo quello che la ricerca scientifica ha finora evidenziato: come agisce il CBD sull’organismo, in quali ambiti esistono studi sull’uomo e sugli animali, e quali sono i limiti delle conoscenze attuali.

Cos’è il CBD

Il CBD è uno dei oltre 100 cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis. A differenza del THC (tetraidrocannabinolo), il CBD non ha effetti psicotropi: non altera la percezione, non crea dipendenza e non produce il tipico effetto “sballante” associato alla cannabis ricreativa.

Viene estratto principalmente dalla canapa industriale (Cannabis sativa L.), una varietà della pianta selezionata per avere un contenuto di THC molto basso (inferiore allo 0,3% in Europa) e un profilo ricco di CBD e altri cannabinoidi non psicoattivi.

Esistono diverse forme di CBD in commercio: olio sublinguale, capsule, creme topiche, cristalli puri e prodotti per animali domestici. Ogni formato ha caratteristiche di assorbimento e utilizzo differenti.

Come funziona il CBD nell’organismo

Per capire il CBD bisogna prima conoscere il sistema endocannabinoide (ECS). Si tratta di un sistema di segnalazione biologica presente in tutti i mammiferi — esseri umani, cani, gatti, cavalli — composto da recettori, endocannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo ed enzimi che li regolano.

I due principali recettori sono:

CB1: presenti soprattutto nel sistema nervoso centrale. Influenzano umore, memoria, coordinazione motoria e percezione del dolore.

CB2: presenti principalmente nel sistema immunitario e nei tessuti periferici. Influenzano la risposta infiammatoria e i meccanismi di difesa dell’organismo.

Il CBD non si lega direttamente a questi recettori come fa il THC. Agisce in modo indiretto, modulando l’attività del sistema endocannabinoide e interagendo con altri recettori come il TRPV1 (coinvolto nella percezione del dolore e della temperatura) e il recettore della serotonina 5-HT1A (coinvolto nell’umore e nell’ansia).

Questo meccanismo d’azione complesso è alla base degli effetti che il CBD mostra nelle ricerche scientifiche: non agisce come un farmaco classico su un singolo bersaglio, ma come un modulatore del sistema di equilibrio interno dell’organismo.

CBD negli esseri umani: usi e ricerche

Persona che utilizza olio CBD sublinguale con contagocce, sfondo neutro pulito

La ricerca sul CBD nell’essere umano è ancora in corso, ma i dati disponibili sono promettenti. È importante distinguere tra ciò che è supportato da evidenze scientifiche solide e ciò che è ancora allo stadio di studio preliminare. Per capire meglio come il ciclo di vita della pianta influenza la produzione di cannabinoidi, puoi leggere la nostra guida sulla fase vegetativa e la fioritura.

Epilessia farmacoresistente

È l’unico utilizzo per cui esiste un farmaco a base di CBD approvato dalle autorità regolatorie (FDA negli USA, EMA in Europa): l’Epidiolex, indicato per alcune forme rare di epilessia pediatrica come la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut. Questa è l’evidenza scientifica più solida disponibile sul CBD.

Ansia e stress

Diversi studi mostrano che il CBD può ridurre i sintomi d’ansia in situazioni specifiche, come l’ansia da prestazione o quella sociale. L’interazione con il recettore 5-HT1A della serotonina è ritenuta responsabile di questo effetto. Le ricerche sull’uso cronico dell’ansia generalizzata sono ancora in corso. Chi vuole iniziare con un approccio graduale può valutare l’olio CBDay Light al 5%, ideale per chi si avvicina al CBD per la prima volta.

Sonno

Alcuni studi preliminari suggeriscono che il CBD possa migliorare la qualità del sonno, soprattutto in persone che soffrono di insonnia legata ad ansia o dolore cronico. L’effetto non sarebbe direttamente sedativo, ma indiretto: riducendo ansia e disagio, il CBD faciliterebbe l’addormentamento.

Dolore e infiammazione

Il CBD mostra attività antinfiammatoria e analgesica in diversi modelli preclinici. Viene studiato per il dolore neuropatico, l’artrite e le condizioni infiammatorie croniche. Per uso topico localizzato — muscoli affaticati, articolazioni dolenti, recupero dopo l’attività fisica — la crema After Sport con Arnica e CBD 700mg combina l’azione del cannabidiolo con quella dell’arnica in una formula specifica per il recupero sportivo.

Nausea

Il CBD è stato studiato come antiemetico, soprattutto nel contesto della nausea indotta da chemioterapia. La combinazione CBD+THC (come nel farmaco Sativex) ha mostrato risultati più efficaci del solo CBD in questo ambito.

CBD negli animali: cani, gatti e altri

Cane e gatto affiancati con flacone di olio CBD per animali in primo piano, sfondo domestico caldo

Anche gli animali possiedono un sistema endocannabinoide. Cani, gatti, cavalli e altri mammiferi rispondono ai cannabinoidi in modo simile agli esseri umani, anche se con alcune differenze importanti da tenere a mente.

CBD per cani

Il cane è l’animale su cui si concentra la maggior parte delle ricerche veterinarie sul CBD. Le aree più studiate sono:

Dolore e artrite: uno studio pubblicato su Frontiers in Veterinary Science ha mostrato una riduzione significativa del dolore e un miglioramento della mobilità in cani con osteoartrite trattati con CBD.

Epilessia canina: uno studio dell’Università della Florida ha rilevato una riduzione della frequenza delle crisi in cani epilettici trattati con CBD, aprendo la strada a ulteriori ricerche.

Ansia: il CBD viene spesso utilizzato per cani con ansia da separazione, fobia dei tuoni o stress da viaggio. Le evidenze aneddotiche sono numerose, ma studi controllati su larga scala sono ancora limitati.

CBD per gatti

I gatti hanno una fisiologia diversa dai cani e dagli esseri umani. In particolare, il loro fegato ha una capacità ridotta di metabolizzare certi composti. Per questo motivo è fondamentale usare prodotti CBD specificamente formulati per i felini e dosaggi molto più bassi rispetto al cane.

Le ricerche sul CBD nei gatti sono ancora agli inizi. Gli usi più comuni riguardano l’ansia, il dolore cronico e le condizioni infiammatorie, ma è sempre indispensabile consultare un veterinario prima di iniziare qualsiasi integrazione.

CBD per altri animali

Il CBD viene utilizzato anche per cavalli (dolore articolare, comportamento ansioso), conigli e altri piccoli mammiferi. In tutti i casi, la regola è la stessa: prodotti specifici per la specie, dosaggi appropriati e supervisione veterinaria.

Forme di CBD: quale scegliere

Diverse forme di prodotti CBD affiancate: flacone olio, capsule, crema topica su sfondo bianco

Non tutti i prodotti CBD sono uguali. La forma influenza la velocità di assorbimento, la durata dell’effetto e la facilità d’uso.

Olio sublinguale: è la forma più comune e versatile. Viene assorbito rapidamente attraverso le mucose del cavo orale (15-30 minuti). Ideale per uso quotidiano sia negli umani che negli animali (gocce aggiunte al cibo). La gamma CBDay Enecta copre quattro concentrazioni per adattarsi a ogni esigenza: 5% (500mg) per chi inizia, 10% (1000mg) per uso regolare, 15% (1500mg) per un dosaggio più sostenuto e 30% (3000mg) per chi necessita di concentrazioni elevate. Per chi preferisce un olio di canapa puro, sono disponibili anche l’Enecta C1000 al 10% e il più concentrato C2400 al 24%.

Capsule: comodo per chi vuole un dosaggio preciso e costante. L’assorbimento è più lento (30-90 minuti) perché avviene attraverso il tratto digestivo.

Creme e topici: usati localmente su articolazioni, muscoli o pelle. Non entrano in circolo sistemico, quindi l’effetto è limitato alla zona di applicazione. Per il benessere cutaneo quotidiano, la linea Enecta offre una crema idratante con CBD 350mg e una crema antirughe con CBD 700mg per il viso, oltre al detergente viso e collo con CBD 200mg e al latte corpo con CBD 200mg per la cura del corpo.

Cristalli puri (isolato CBD): CBD al 99% senza altri cannabinoidi. Possono essere disciolti in olio, aggiunti a creme o vaporizzati. Ideali per chi vuole controllare esattamente la dose assunta.

Prodotti per animali: oli, snack e integratori formulati con dosaggi e sapori adatti agli animali domestici. È sempre preferibile usare prodotti specifici anziché quelli umani. La qualità della materia prima parte già dalla pianta: per capire come si ottengono varietà ricche di cannabinoidi, leggi la nostra guida ai semi autofiorenti e alla genetica ruderalis.

Dosaggio: quanto CBD usare

Il dosaggio del CBD è uno degli aspetti più complessi e personalizzati. Non esiste una dose universale: dipende dal peso corporeo, dalla condizione da trattare, dalla forma utilizzata e dalla sensibilità individuale.

Per gli esseri umani, la pratica comune è iniziare con dosi basse (5-10 mg al giorno) e aumentare gradualmente fino a trovare l’effetto desiderato. Questo approccio è spesso indicato come “start low, go slow”. Un olio come il CBDay Light al 5% è il punto di partenza ideale per questo tipo di approccio graduale.

Per gli animali, il punto di riferimento più usato è 0,1-0,5 mg per kg di peso corporeo, preferibilmente sotto indicazione veterinaria. I gatti richiedono dosi ancora più conservative rispetto ai cani.

È fondamentale leggere sempre le indicazioni del produttore e, in caso di condizioni mediche specifiche, consultare un medico o un veterinario prima di iniziare.

CBD e THC: le differenze principali

La confusione tra CBD e THC è ancora molto diffusa. Ecco le differenze essenziali:

THC: psicoattivo, altera la percezione, può creare dipendenza, è illegale o controllato nella maggior parte dei paesi, tossico per cani e gatti anche a dosi basse.

CBD: non psicoattivo, non altera la percezione, non crea dipendenza, legale in molti paesi se estratto da canapa con THC inferiore allo 0,3%, tollerato dagli animali se in prodotti specifici e a dosaggi corretti.

Per approfondire le differenze tra le molecole della cannabis e il loro profilo aromatico, leggi la nostra guida completa ai terpeni.

Cosa guardare quando si acquista CBD

Scienziato in camice bianco che analizza un campione di cannabis in laboratorio con attrezzatura scientifica sullo sfondo

Il mercato del CBD è ancora poco regolamentato in molti paesi, il che significa che la qualità dei prodotti può variare enormemente. Ecco i criteri fondamentali da valutare:

Certificato di analisi (COA): ogni prodotto serio dovrebbe avere un’analisi di laboratorio indipendente che confermi la concentrazione di CBD, l’assenza di pesticidi, metalli pesanti e solventi residui, e il contenuto di THC.

Tipo di estratto: esistono tre categorie principali. L’isolato contiene solo CBD puro. Il broad spectrum contiene CBD e altri cannabinoidi ma senza THC. Il full spectrum contiene tutti i cannabinoidi inclusa una traccia di THC (entro i limiti legali) e sfrutta il cosiddetto effetto entourage, ovvero la sinergia tra i vari composti della pianta.

Metodo di estrazione: l’estrazione con CO₂ supercritica è considerata la più pulita e sicura. Evitare prodotti estratti con solventi chimici aggressivi.

Origine della canapa: preferire prodotti da canapa coltivata in Europa o Nord America, dove i controlli agricoli sono più rigidi.

CBD e cannabis: il contesto legale in Italia

In Italia il CBD è legale se estratto da varietà di canapa industriale con THC inferiore allo 0,2% (0,6% di tolleranza nel prodotto finito secondo la legge 242/2016). I prodotti CBD per uso topico o come integratori alimentari sono in commercio legalmente. La normativa è tuttavia in continua evoluzione e può variare a livello europeo.

Per le piante di cannabis in generale, ti consigliamo di leggere il nostro articolo su genetica e semi autofiorenti per capire meglio le differenze tra le varietà.

CBD: una molecola da conoscere, non da mitizzare

Il CBD non è una cura miracolosa né una sostanza pericolosa. È una molecola con un profilo di sicurezza favorevole, un meccanismo d’azione complesso e un numero crescente di evidenze scientifiche a supporto di alcuni utilizzi specifici.

Usarlo con consapevolezza significa scegliere prodotti di qualità certificata, iniziare con dosi basse, ascoltare il proprio corpo (o quello del proprio animale) e, quando necessario, confrontarsi con un professionista della salute. Chi vuole approfondire la coltivazione della pianta da cui deriva il CBD può iniziare dalla nostra guida alle talee di cannabis, passare per la nutrizione organica con Biobizz e approfondire le tecniche di Low Stress Training (LST) per massimizzare la resa della pianta.

La scienza sul CBD è ancora giovane. Ma i risultati finora sono abbastanza promettenti da giustificare l’attenzione che questa molecola sta ricevendo in tutto il mondo.

Domande frequenti

Il CBD fa diventare “fatti”?

No. Il CBD non ha effetti psicoattivi. Non altera la percezione, non crea euforia e non provoca gli effetti tipici della cannabis ricreativa. Quegli effetti sono causati dal THC, una molecola diversa. I prodotti CBD legali contengono THC inferiore allo 0,2-0,3%, una quantità insufficiente a produrre qualsiasi effetto psicotropo.

Il CBD crea dipendenza?

No. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha valutato il CBD come una sostanza priva di potenziale d’abuso e dipendenza. Gli studi disponibili non mostrano fenomeni di tolleranza o astinenza alla sospensione del CBD.

Posso dare CBD al mio cane o gatto?

Per i cani esistono già diversi studi che mostrano benefici in determinate condizioni. Per i gatti la situazione è più delicata: il loro metabolismo è diverso e bisogna usare esclusivamente prodotti formulati per felini, con dosaggi molto più bassi. In entrambi i casi, è fortemente consigliato consultare un veterinario prima di iniziare.

Quanto tempo ci vuole per sentire gli effetti del CBD?

Dipende dalla forma usata. L’olio sublinguale agisce in 15-30 minuti. Le capsule richiedono 30-90 minuti perché devono essere digerite. Le creme topiche agiscono localmente in 20-40 minuti. Per effetti cronici (ansia, infiammazione) può essere necessario un uso costante per 2-4 settimane prima di valutare i risultati.

Il CBD è legale in Italia?

Sì, i prodotti a base di CBD estratto da canapa industriale con THC inferiore allo 0,2% sono legali in Italia. Sono commercializzati come integratori, cosmetici o prodotti per il benessere. La normativa può variare nel tempo, quindi è sempre consigliabile verificare le disposizioni aggiornate.

Qual è la differenza tra full spectrum, broad spectrum e isolato CBD?

L’isolato contiene solo CBD puro (99%+), senza altri cannabinoidi. Il broad spectrum contiene CBD e altri cannabinoidi ma con THC rimosso. Il full spectrum mantiene tutti i cannabinoidi della pianta inclusa una traccia di THC entro i limiti legali, sfruttando l’effetto entourage — la sinergia tra i composti della pianta che potenzierebbe gli effetti del CBD.

Il CBD interagisce con i farmaci?

Sì, il CBD può interagire con alcuni farmaci, in particolare quelli metabolizzati dal citocromo P450 nel fegato (anticoagulanti, antiepilettici, alcuni antidepressivi). Se stai assumendo farmaci è indispensabile consultare il medico prima di iniziare a usare CBD, sia per te che per il tuo animale domestico.


⚖️ Avviso legale e disclaimer

Questo articolo è redatto esclusivamente a scopo informativo ed educativo. Le informazioni contenute non costituiscono consiglio medico o veterinario e non sostituiscono il parere di un professionista della salute qualificato. BuDream non incoraggia, promuove né facilita attività illegali. La normativa sul CBD varia in base al paese e alla giurisdizione. È responsabilità esclusiva del lettore verificare e rispettare le leggi locali applicabili. BuDream declina ogni responsabilità per un utilizzo dei contenuti non conforme alla legislazione vigente nel paese del lettore.