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CBG (Cannabigerolo): Cos’è, Benefici e Differenze con CBD e THC

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Cristalli trasparenti di CBG cannabigerolo e olio in bottiglia su superficie di legno scuro con pianta di cannabis

Il CBG (cannabigerolo) sta rapidamente emergendo come uno dei cannabinoidi più promettenti nel panorama della cannabis terapeutica. Spesso definito “la cellula madre” o “il precursore” di tutti i cannabinoidi, il CBG è meno conosciuto rispetto a CBD e THC, ma le ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi anni stanno rivelando un potenziale terapeutico straordinario.

A differenza del THC, il CBG non è psicoattivo — non produce effetti di alterazione mentale — rendendolo sicuro per un uso quotidiano e adatto a chi cerca benefici terapeutici senza compromettere lucidità e performance cognitive. Dalle proprietà antinfiammatorie alla neuroprotezione, dalla salute gastrointestinale al supporto oculare, il cannabigerolo rappresenta una delle frontiere più interessanti della ricerca sui cannabinoidi.

Cos’è il CBG e perché viene chiamato “cannabinoide madre”

Il cannabigerolo (CBG) è un fitocannabinoide non psicoattivo presente nella pianta di cannabis. È uno degli oltre 100 cannabinoidi identificati, ma riveste un ruolo unico e fondamentale nella biochimica della cannabis: il CBG è infatti il precursore chimico da cui derivano gli altri cannabinoidi principali.

Durante la crescita della pianta, il CBG si trova inizialmente sotto forma di acido cannabigerolico (CBGA), presente nei tricomi — le piccole escrescenze resinose che ricoprono fiori e foglie. Man mano che la pianta matura, specifici enzimi convertono il CBGA in altri acidi cannabinoidi:

THCA (acido tetraidrocannabinolico) → diventa THC con il calore
CBDA (acido cannabidiolico) → diventa CBD con il calore
CBCA (acido cannabicromenico) → diventa CBC con il calore

Questo processo di conversione spiega perché il CBG è presente in concentrazioni molto basse nelle piante mature: tipicamente meno dell’1% nelle varietà tradizionali, contro il 20-25% di CBD e il 25-30% di THC. Tuttavia, nelle piante giovani o nelle varietà appositamente selezionate, la concentrazione di CBG può raggiungere anche il 10%.

Tricomi di cannabis ricoperti di resina su infiorescenza verde con dettaglio cristalli trasparenti

Questa relativa scarsità rende il CBG più raro e prezioso: per ottenere oli o estratti di cannabigerolo servono grandi quantità di materia prima o tecniche di coltivazione specifiche — come la raccolta precoce — che comportano costi di produzione più elevati rispetto al CBD.

Come agisce il CBG: il sistema endocannabinoide

Il CBG esercita i suoi effetti sull’organismo attraverso l’interazione con il sistema endocannabinoide (ECS), una complessa rete di recettori, enzimi e molecole di segnalazione che regola numerose funzioni fisiologiche: umore, dolore, infiammazione, appetito, sonno, risposta immunitaria e memoria.

A differenza del CBD — che agisce principalmente in modo indiretto modulando l’attività enzimatica e influenzando altri recettori — il CBG si lega direttamente ai recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide:

Recettori CB1 — concentrati principalmente nel sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), ma presenti anche nel sistema nervoso periferico, fegato, polmoni e muscoli. Il CBG agisce come antagonista parziale dei CB1, modulandone l’attività senza bloccarli completamente.

Recettori CB2 — concentrati nel sistema immunitario, milza, timo, tonsille e cellule del sangue, ma presenti anche nel sistema nervoso centrale e nel tratto gastrointestinale. Il CBG attiva i CB2 con un’azione immunomodulante e antinfiammatoria.

Oltre all’interazione con CB1 e CB2, il CBG agisce anche su altri target molecolari:

– Recettori TRPV1 (recettore vanilloide): coinvolto nella percezione del dolore e nella termoregolazione
– Recettori α2-adrenergici: influenzano la pressione sanguigna e la risposta allo stress
– Inibizione della FAAH (fatty acid amide hydrolase): l’enzima che degrada l’anandamide, aumentandone così i livelli endogeni

Questa interazione multitarget conferisce al CBG un profilo farmacologico complesso e versatile, con applicazioni potenziali in numerosi ambiti terapeutici.

Benefici scientificamente documentati del CBG

La ricerca sul cannabigerolo è meno avanzata rispetto a quella su CBD e THC, ma gli studi preclinici e le prime ricerche cliniche hanno prodotto risultati promettenti in diversi campi.

Malattie infiammatorie intestinali (IBD)

Uno degli ambiti più studiati è l’applicazione del CBG nelle malattie infiammatorie intestinali croniche come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Uno studio sperimentale del 2013 pubblicato su Biochemical Pharmacology ha indotto un’infiammazione simile all’IBD nel colon di topi e ha poi somministrato CBG. I risultati hanno mostrato che il cannabigerolo riduce l’infiammazione, la produzione di ossido nitrico e la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) nell’intestino. Gli studiosi hanno concluso che il CBG dovrebbe essere considerato per sperimentazioni cliniche nei pazienti con IBD.

Glaucoma e salute oculare

Il CBG ha dimostrato un potenziale terapeutico significativo per il trattamento del glaucoma, una condizione caratterizzata da elevata pressione intraoculare che può portare alla cecità. Ricerche pionieristiche condotte da Brenda K. Colasanti dell’Università della West Virginia negli anni ’80 e ’90 hanno evidenziato che il CBG riduce la pressione oculare e aumenta il deflusso di umore acqueo — il fluido che mantiene la pressione intraoculare e fornisce nutrimento all’occhio. Uno studio del 1990 pubblicato sul Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics ha confermato questi effetti, aprendo la strada a potenziali applicazioni oftalmologiche del cannabigerolo.

Neuroprotezione e malattie neurodegenerative

Il CBG ha mostrato importanti proprietà neuroprotettive in studi su modelli animali di malattie neurodegenerative. Una ricerca del 2015 condotta dall’Instituto Universitario de Investigación en Neuroquímica dell’Università Complutense di Madrid, pubblicata su Neurotherapeutics, ha indagato gli effetti del CBG sulla malattia di Huntington — una condizione caratterizzata dalla degenerazione delle cellule nervose del cervello.

I risultati hanno dimostrato che il CBG agisce come neuroprotettore, proteggendo le cellule nervose dai danni, migliorando i deficit motori e preservando i neuroni striatali contro la tossicità. I ricercatori hanno concluso che il cannabigerolo e altri cannabinoidi potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel ritardare l’avanzamento di malattie neurodegenerative come Huntington, Parkinson e Alzheimer.

Proprietà antibatteriche contro batteri resistenti

Uno studio del 2020 pubblicato su ACS Infectious Diseases ha scoperto che il CBG possiede proprietà antibatteriche particolarmente efficaci contro ceppi resistenti agli antibiotici, incluso lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) — un batterio che causa infezioni da stafilococco difficili da trattare. Questa caratteristica era già stata documentata nel 1982 sul Journal of Pharmaceutical Sciences, ma le ricerche recenti hanno confermato e approfondito il potenziale antimicrobico del cannabigerolo.

Potenziale antitumorale

Diversi studi hanno evidenziato come il CBG possa inibire la crescita di cellule tumorali. Una ricerca del 2014 condotta dall’Università di Napoli “Federico II” e pubblicata su Carcinogenesis ha preso in considerazione il cancro al colon, scoprendo che il CBG blocca i recettori che causano la crescita delle cellule tumorali e ne inibisce la proliferazione.

Altre ricerche hanno studiato l’attività antitumorale del CBG su cellule di carcinoma epitelioide orale, melanoma cutaneo, cancro al seno e cheratinociti iperproliferanti, con risultati promettenti. Una review del 2022 pubblicata su Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine da ricercatori dell’Università di Messina ha confermato che il CBG esercita significative attività antitumorali in diversi modelli preclinici. Tuttavia, è importante sottolineare che siamo ancora lontani dal considerare il CBG o altri cannabinoidi come “la cura” contro i tumori — sono necessarie ricerche cliniche approfondite sull’uomo.

Altre proprietà documentate

Secondo una review completa pubblicata nel 2024 sulla rivista Molecules, il CBG possiede anche:

Effetti antiossidanti: paragonabili a quelli della vitamina E, con capacità di aumentare la difesa antiossidante cellulare e ridurre i radicali liberi.

Stimolazione dell’appetito: senza gli effetti psicoattivi del THC, rendendolo utile per pazienti oncologici o con disturbi alimentari.

Effetti ansiolitici e antidepressivi: attraverso la modulazione del sistema endocannabinoide e l’aumento dei livelli di anandamide.

Proprietà dermatologiche: utile nel trattamento di acne, psoriasi, eczema e condizioni infiammatorie della pelle, con azione antibatterica e antinfiammatoria topica.

CBG vs CBD vs THC: differenze e confronto

Infografica minimal che compara le differenze tra CBD, CBG e THC con simboli grafici

Spesso ci si chiede quali siano le differenze tra i tre cannabinoidi più conosciuti. Ecco un confronto basato sulle evidenze scientifiche:

CBG (Cannabigerolo)
– Non psicoattivo
– Si lega direttamente ai recettori CB1 e CB2
– Precursore di CBD, THC e altri cannabinoidi
– Presente in basse concentrazioni (<1% nelle piante mature)
– Focus terapeutico: infiammazione intestinale, glaucoma, neuroprotezione, proprietà antibatteriche
– Effetto energizzante e di focus mentale

CBD (Cannabidiolo)
– Non psicoattivo
– Agisce indirettamente sui recettori, modula enzimi e altri target
– Presente in concentrazioni medie-alte (15-25%)
– Focus terapeutico: ansia, dolore cronico, epilessia, infiammazione generale
– Effetto calmante e rilassante

THC (Tetraidrocannabinolo)
– Psicoattivo (effetto “high”)
– Si lega direttamente ai recettori CB1 nel cervello
– Presente in concentrazioni alte (20-30% nelle varietà ricreative)
– Focus terapeutico: dolore acuto, nausea, stimolazione appetito, spasticità
– Effetto euforizzante e percettivo

Il CBG può anche contrastare gli effetti psicotropi del THC quando assunto in combinazione, agendo come antagonista parziale dei recettori CB1. Questa proprietà lo rende interessante per formulazioni a spettro completo dove si vuole bilanciare l’effetto psicoattivo del THC mantenendone i benefici terapeutici.

Forme disponibili e come assumere il CBG

Bottiglia di vetro ambrato con contagocce che rilascia gocce di olio CBG dorato su legno naturale

Il CBG è disponibile sul mercato in diverse formulazioni, ciascuna con caratteristiche specifiche:

Olio di CBG

La forma più comune e versatile. Gli oli di CBG sono estratti dalla cannabis tramite CO₂ supercritica o etanolo e diluiti in un olio vettore (solitamente olio di semi di canapa, MCT o olio d’oliva). Sono disponibili in diverse concentrazioni — tipicamente da 5% a 15% di CBG.

Modalità d’uso: sublinguale (alcune gocce sotto la lingua per 60-90 secondi prima di deglutire). Questa via di somministrazione garantisce un assorbimento rapido attraverso i capillari sublinguali, con effetti che si manifestano in 15-45 minuti.

Dosaggio iniziale consigliato: 5-10 mg di CBG al giorno (2-3 gocce di un olio al 10%), da assumere preferibilmente al mattino. Il dosaggio può essere gradualmente aumentato fino a 20-30 mg al giorno in base alla risposta individuale.

Cristalli o isolati di CBG

Cannabigerolo purificato al 99%, ottenuto attraverso processi di estrazione e purificazione avanzati. I cristalli sono versatili: possono essere sciolti in oli vettori, aggiunti a cibi e bevande, vaporizzati o utilizzati per preparazioni topiche.

Fiori di cannabis ad alto contenuto di CBG

Varietà geneticamente selezionate per contenere alte concentrazioni di CBG (5-15%) e basse concentrazioni di THC (<0,2% in Italia). Possono essere vaporizzati, utilizzati per preparare tisane o infusi, o processati per estrarre cannabinoidi.

Capsule e edibles

Forme pre-dosate che facilitano l’assunzione quotidiana. Hanno un’insorgenza più lenta (1-2 ore) ma effetti più prolungati rispetto all’olio sublinguale.

Prodotti topici (creme, balsami)

Formulazioni per applicazione cutanea localizzata, utili per dolori muscolari, articolari, infiammazioni cutanee o condizioni dermatologiche. Il CBG viene assorbito attraverso la pelle senza entrare nel circolo sanguigno sistemico.

Effetti collaterali e controindicazioni

Il CBG è generalmente ben tollerato e considerato sicuro. Gli studi condotti finora non hanno evidenziato effetti collaterali significativi o tossicità anche a dosaggi elevati. Essendo non psicoattivo, non altera le capacità cognitive o le performance.

Gli effetti indesiderati, quando presenti, sono lievi e rari:

– Secchezza delle fauci
– Lieve sonnolenza (meno frequente rispetto al CBD)
– Lievi variazioni dell’appetito
– Occasionali disturbi gastrointestinali lievi

Controindicazioni e precauzioni:

Il CBG potrebbe interagire con alcuni farmaci metabolizzati dal sistema enzimatico del citocromo P450, in particolare CYP2C9, CYP2C19 e CYP3A4. Se si assumono farmaci regolarmente — soprattutto anticoagulanti, antiepilettici o immunosoppressori — è consigliabile consultare il proprio medico prima di iniziare l’integrazione con CBG.

Le donne in gravidanza e allattamento dovrebbero evitare l’uso di CBG per mancanza di studi specifici sulla sicurezza in queste popolazioni.

Come scegliere prodotti di qualità

Data la crescente popolarità del CBG, il mercato si sta riempiendo di prodotti di qualità variabile. Ecco i criteri fondamentali per scegliere prodotti sicuri ed efficaci:

Certificati di analisi (COA): verificare la presenza di analisi di laboratorio di terze parti che confermino la concentrazione di CBG dichiarata e l’assenza di contaminanti (pesticidi, metalli pesanti, solventi residui, micotossine).

Metodo di estrazione: preferire prodotti ottenuti con estrazione a CO₂ supercritica o etanolo farmaceutico, che garantiscono purezza e assenza di solventi tossici.

Provenienza della cannabis: scegliere prodotti derivati da cannabis coltivata biologicamente, senza pesticidi o fertilizzanti chimici, preferibilmente di origine europea con tracciabilità della filiera.

Spettro completo vs isolato: i prodotti a spettro completo (full spectrum) contengono anche altri cannabinoidi minori e terpeni, sfruttando l’effetto entourage — l’azione sinergica dei composti della cannabis che produce effetti superiori rispetto ai singoli componenti isolati. Tuttavia, gli isolati di CBG garantiscono dosaggi più precisi e assenza totale di THC.

Concentrazione dichiarata: la concentrazione deve essere espressa in mg di CBG per ml (per gli oli) o percentuale (per fiori e cristalli), non solo in percentuale totale di cannabinoidi.

Domande frequenti sul CBG

Il CBG è legale in Italia?

La situazione legale del CBG in Italia presenta complessità normative legate al decreto sicurezza (articolo 18) entrato in vigore nell’aprile 2024. Il decreto ha creato una distinzione basata sulla fonte di estrazione: il CBG estratto da infiorescenze è stato sottoposto a restrizioni, mentre quello derivato da altre parti della pianta potrebbe avere uno status diverso. Tuttavia, il CBG in sé non è una sostanza psicotropa e non rientra nelle tabelle delle sostanze controllate. La situazione è in evoluzione e potrebbe essere oggetto di modifiche normative. Si consiglia di verificare la legislazione aggiornata prima dell’acquisto.

Quanto tempo ci vuole per sentire gli effetti del CBG?

Dipende dalla via di somministrazione. L’assunzione sublinguale produce effetti in 15-45 minuti, con picco a 1-2 ore. Le capsule e gli edibles richiedono 1-2 ore ma offrono effetti più prolungati (4-6 ore). Per i benefici a lungo termine — come neuroprotezione o riduzione dell’infiammazione cronica — è necessario un uso continuativo di almeno 2-4 settimane.

Il CBG può essere combinato con il CBD?

Sì, anzi la combinazione è spesso consigliata. CBG e CBD hanno profili farmacologici complementari e lavorano in sinergia (effetto entourage). Molti prodotti a spettro completo contengono naturalmente entrambi i cannabinoidi. La combinazione CBG + CBD può offrire benefici potenziati per infiammazione, ansia, dolore e neuroprotezione.

Il CBG dà risultati positivi ai test antidroga?

I test antidroga standard rilevano il THC e i suoi metaboliti, non il CBG. Tuttavia, i prodotti a spettro completo possono contenere tracce di THC (<0,2%) che, con un uso prolungato e ad alti dosaggi, potrebbero teoricamente accumularsi e risultare rilevabili. Per chi deve sottoporsi a test antidroga, si consiglia l’uso di isolati puri di CBG certificati THC-free.

Qual è la differenza tra CBGA e CBG?

Il CBGA (acido cannabigerolico) è la forma acida del CBG presente naturalmente nella pianta. Con l’esposizione al calore o alla luce UV, il CBGA perde un gruppo carbossile e si trasforma in CBG (processo chiamato decarbossilazione). Il CBGA è il vero “precursore” da cui derivano THCA, CBDA e CBCA, che a loro volta diventano THC, CBD e CBC.


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